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La situazione che si va delineando in Media Valle e Garfagnana conferma purtroppo la "corsa" alla richiesta di autorizzazione per gli impianti di incenerimento di biomasse. Piccoli impianti di questo tipo potrebbero avere un senso e permettere di produrre riscaldamento con minore inquinamento rispetto ai singoli camini, ma le richieste che si stanno prospettando in questa zona vanno ben oltre queste considerazioni.
Dopo l'impianto di San Romano Garfagnana, comunque di dimensioni ridotte, impianti più potenti sono stati richiesti a Castelnuovo Garfagnana e Gallicano; cosa assai più preoccupante, un impianto decisamente grande (48,5 MWt) è stato richiesto a Fornoli dall'ALCE (impresa ben nota in zona per i problemi d'inquinamento generati da anni con la combustione del Black Liquor) e uno di eguale potenza è stato progettato a Fabbriche di Vallico, anche qui dalla stessa società.
Al di là dell'insensatezza del bruciare grandi quantità di biomasse in un periodo in cui si parla di "desertificazione" dei territori, queste operazioni non paiono neppure giustificate economicamente: infatti, l'energia prodotta bruciando legname costerebbe troppo rispetto alla resa economica, anche con i "certificati verdi". Sorge così la preoccupazione per un possibile futuro "bussiness" legato all'incenerimento di rifiuti (a pagamento) in tali impianti, che potrebbe scattare come una trappola anche dopo la concessioni di autorizzazione alla combustione di solo legname: pare infatti probabile che la normativa italiana finisca con l'adeguarsi a quella europea, includendo tra le "biomasse" anche le biomasse da rifiuto, ad esempio i fanghi delle cartiere e il CDR.
Bene fanno quindi i comitati locali a preoccuparsi per l'inquinamento che tutti questi impianti produrrebbero in una valle chiusa e con scarso ricambio d'aria e in cui la situazione ambientale appare tutt'altro che positiva già oggi, come documentano diversi studi di ARPAT, dell' Università di Pisa e del laboratorio T.E.R.R.A di Rovigo.
Fortunatamente sia a Gallicano che a Borgo a Mozzano e a Fornoli i comitati hanno risposto prontamente a questo nuovo pericolo venuto fuori, si teme non casualmente, dopo la vittoria nella grande battaglia contro l'inceneritore Lucart.
Nonostante l'inaccettabile e pesantissimo "ricatto occupazionale" fatto scattare dall'ALCE, che ha chiuso preventivamente tutte le sue attività mettendo in cassa integrazione più di cento operai e successivamente ha richiesto l'autorizzazione alla Provincia di Lucca per l'impianto di combustione a biomasse, facendosi così "scudo" con crisi occupazionale da essa stessa generata, i comitati locali hanno iniziato positivamente la loro opera d'informazione accettando di confrontarsi e di discutere anche con gli operai (i quali indiscutibilmente fanno bene a preoccuparsi per la loro situazione). Si sono svolte così riunioni a Borgo a Mozzano, Fornoli, Fabbriche di Vallico che hanno visto una grandissima partecipazione della cittadinanza giustamente preoccupata, e una importante seduta di consiglio comunale aperto a Borgo a Mozzano.
Nel frattempo la Provincia ha avviato, doverosamente, la conferenza dei servizi che dovrebbe autorizzare l'impianto di Fornoli (150.000 t/anno di legname bruciato). Però, di fronte alla "forzatura" dell'accordo ambiguo firmato dal Presidente della Provincia, dall'Assessore alle Attività Produttive e dal sindaco di Bagni di Lucca con i sindacati e con l'azienda ben prima della conclusione dell'iter della Conferenza dei Servizi, i comitati hanno chiesto alla Provincia una "moratoria" su tutte le autorizzazioni: la produzione di energia da biomasse prodotta da questi impianti va ben oltre quanto previsto dal "Piano Energetico" della Provincia di Lucca e le preoccupazioni per l'impatto sulla salute che causerebbe un'autorizzazione "a pioggia" dei suddetti impianti è grandissima.
A Bagni di Lucca, giovedì 14 gennaio si è tenuta una affollatissima assemblea pubblica (è stato necessario aprire in tutta fretta il Teatro, perché il Circolo dei Forestieri non era in grado di contenere l'affluenza della popolazione) e lunedì 18 gennaio c'è stato il Consiglio Comunale Aperto; in queste occasioni sono stati presentati i 10 motivi per dire NO, nonostante i quali c'è chi continua ad asserire che "L'intervento porterà a un miglioramento della qualità dell'aria rispetto alla situazione attuale" (!): la battaglia a tutela della salute degli abitanti della Media Valle e Garfagnana continua...
link per approfondimenti
dal sito della Regione Toscana:
biomasse in Toscana
Piano di Indirizzo Energetico della Regione Toscana (P.I.E.R.)
dal sito della Provincia di Lucca:
Programma Energetico Provinciale
dal sito di ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile):
Disponibilità di biomasse boschive
dal sito di Gallicano c'è:
reportage sulle biomasse
dal sito dei Comitati di Diecimo e Valdottavo:
cosa dice la legge sulle biomasse
disponibilità di biomasse nella Valle
documentazione sull' Alce di Fornoli e sulle biomasse in genere
studio del Laboratorio T.E.R.R.A. di Rovigo: 1, 2 e 3 |