| CHIUSO DALLA MAGISTRATURA L’INCENERITORE DI FALASCAIA (PIETRASANTA) |
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Su questo impianto, contestato da circa 14 anni ed imposto con la forza dalla Regione Toscana che ne aveva commissariato la realizzazione, GRAVANO ALMENO TRE INCHIESTE. Alcune riguardano i “taroccamenti” dei dati emissivi scoperti (si dice) su “autodenuncia" di Veolia che ora gestisce l’impianto rilevato da Termomeccanica di La Spezia) e l’ultima, invece, gli sversamenti di diossine e metalli pesanti nel torrente Baccatoio dove finiscono le acque dell’inceneritore. AMBIENTE E FUTURO ESPRIME LA PROPRIA GRANDE SODDISFAZIONE PERCHE’ NEL CORSO DEGLI ANNI, SPESSO IN SOLITUDINE HA CONTINUATO A BATTERSI CONTRO L’INCENERITORE LAVORANDO UIN MODO “CERTOSINO” IN COLLABORAZIONE CON I COMITATI E LE ASSOCIAZIONI VERSILIESI. MA LA GIOA E’ DOPPIA PERCHE’ IN SEGUITPO A QUESTO EVENTO ED IN SEGUITO ALLA AVVENUTA CHIUSURA DEL VECCHISSIMO INCENERITORE DI CASTELNUOVO GARFAGNANA CHE RISALE ALLO SCORSO 24 MARZO, ORA LA PROVINCIA DI LUCCA E’ “LIBERATA” DAGLI INCENERITORI. ORA L’INTERA PROVINCIA, DOVE SI TROVANO COMUNI VIRTUOSI COME CAPANNORI, PORCARI, MONTECARLO, VILLA BASILICA, SERAVEZZA PUO’ DIVENTARE DAVVERO LA PRIMA PROVINCIA ITALIANA A MARCIARE VERSO RIFIUTI ZERO…SENZA INCENERITORI. Ambiente e Futuro CHIUSURA DI FALASCAIA: dal CO.As.Ver. gioia e preoccupazione La guerra che dura da 15 anni contro l'ecomostro di Falascaia non è ancora finita, ma i Comitati portano a casa l'ennesima soddisfazione per un'altra battaglia vinta: il sequestro dell'impianto. Va premesso che gli allarmismi creati ad hoc che riferiscono che la chiusura dell'impianto creerà emergenza per la raccolta e sullo smaltimento dei rifiuti sono “bufale”: l’impianto, da quando è in funzione, ha smaltito una percentuale irrisoria e più della metà dei rifiuti sono sempre stati mandati in discarica. Dal 2008, cioè dal primo episodio di sforamento che strategicamente è stato"autodenunciato", l'inceneritore non ha più funzionato regolarmente e già da tempo alcuni Comuni versiliesi avevano adottato altre strade. Peraltro, è ora il momento di risolvere il contratto Daviddi, chiudere l'impianto e avviare la strategia Rifiuti Zero per la Versilia, quella vera, non la raccolta differenziata gestita in funzione dell’inceneritore, come finora hanno fatto i nostri amministratori. Ebbene, la notizia dell'indagine e delle motivazioni della Procura alimenta in noi un duplice sentimento. La gioia. Desideriamo ringraziare tutte le persone che in questi anni hanno sacrificato il proprio lavoro e sottratto tempo alle loro famiglie per dare voce alla preoccupazione dei cittadini. Soprattutto negli ultimi mesi avevamo fatto molte segnalazioni (grazie al lavoro degli avvocati Del Dotto e Menconi e di alcuni cittadini) alla provincia ed al CAV, senza però avere risposte concrete. Alla Provincia abbiamo più volte richiesto di ritirare le autorizzazioni, e a fronte di ciò abbiamo riscontrato silenzi e registrato reticenze; quest'ultimo episodio, però, può consentire alla Provincia di riscattare la propria immagine di "ente debole" e riaprire la speranza in un amministrazione che sia maggiormente attenta alle esigenze della propria comunità; ora sembra esistano serie, gravi e preoccupanti ragioni per ritenere violate le prescrizioni di autorizzazione e pare giunto il tempo di agire per la revoca di tutte le autorizzazioni. Un concessionario pubblico non può lucrare sulla salute della gente e sulla salubrità dell'ambiente. Al CAV - il Consorzio dei Comuni versiliesi costituito per la gestione unitaria del contratto "Daviddi" - ora passa la responsabilità più grande e importante: pur nel rispetto delle leggi e delle regole, l'occasione è d'oro per avviare la risoluzione di quel contratto che oggi, per assurdo, ci impone di pagare lo smaltimento anche se non conferiamo rifiuti e facciamo la differenziata. Abbiamo già inviato una apposita missiva e vogliamo una risposta nei fatti, non sulla carta. Per la Versilia c'è la storica occasione di liberarsi dalle catene di una scelta commissariale degli anni '90: la costruzione di un mostro di lamiera e rifiuti su un sito che aveva già subito per circa quindici anni un inquinamento intollerabile per l’ambiente e per i cittadini. Da troppo tempo la bellezza dei nostri posti e la salute della nostra gente è minacciata: ora sta agli amministratori pubblici dimostrare la loro forza e la loro lungimiranza, con la capacità di interpretare al meglio il loro mandato elettorale, indipendentemente dalle appartenenze e per il bene di noi cittadini. E' ora di smetterla di pagare due volte i rifiuti: quelli che raccogliamo con la differenziata e quelli che non conferiamo all'impianto di Pioppogatto. E' ora di rivolgere tutti i nostri sforzi per la massimizzazione della differenziata e alla chiusura dell'impianto e riconversione in area a verde, previa bonifica. La preoccupazione. Leggendo la cronaca, apprendiamo di ipotesi di inquinamento decisamente importanti e preoccupanti. Auspichiamo che i soggetti competenti si attivino immediatamente per la bonifica e il risanamento dei luoghi. Ma c'è anche lo sconcerto di chi viene portato a chiedersi da quanto tempo a questa parte la situazione stesse andando avanti in questo modo. Chiediamo - tanto alla Procura della Repubblica quanto ai Comuni, alla Provincia e alla Regione Toscana - di impegnare, da subito, ogni mezzo e risorsa per limitare e rimediare ai danni prodottisi. Co.As.Ver. |
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| Ultimo aggiornamento ( Saturday 10 July 2010 ) |
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